I tipi di terapia

Intensive brevissime

La psicoterapia intensiva brevissima non differisce per impegno e quantità di tempo e costi da una terapia prolungata nel tempo.

Quello che cambia è il gran numero di sedute nel più breve tempo possibile. Il vantaggio è solo nel benessere raggiunto temporalmente molto prima in tutte quelle situazioni in cui c’è la massima urgenza di risolvere delle problematiche acute o croniche e rimaste irrisolte, nel più breve tempo possibile.

La terapia intensiva brevissima si avvale di tutte le mie competenze acquisite in oltre quarant’anni di Esperienza, Formazione e Specializzazioni conseguite e connesse l’una all’altra di cui cito solo alcune:

Medicina e Chirurgia, Medicina Psicosomatica, Ginecologia e Psicosomatica gineco-andrologica, Sessuologia, EMDR, Psicoterapia della Dissociazione Strutturale, Bio-neurofeedback, Psicoterapia StillFace, Psicoterapia Cognitiva e di tutti i suoi strumenti(Teoria della Mente, Metacognizione, Congruenza tra Memoria Semantica ed episodica), Sistemi Motivazionali (Attaccamento e Accudimento, Cooperativo Paritetico, Agonistico Competitivo, Sessuale, Ludico, Senso di Appartenenza), Decentramento, Integrazione, Problem Solving ecc

Per la Scienza Cognitiva non esiste la Malattia Mentale ma un uso distorto dei propri pensieri e una acquisizione di mappe disfunzionali di lettura della realtà legate ai contesti di vita vissuti.

Neurobiofeedback

Il neurofeedback e il biofeedback sono terapie utilizzate in campi come la medicina, la psicologia, la riabilitazione, la preparazione atletica e il potenziamento del benessere psicofisico. Non si tratta di terapie farmacologiche ma di tecniche terapeutiche che contribuiscono enormemente a curare molti disturbi, caratterizzate dalla versatilità e poca invasività.

I resoconti sull’applicazione di tecniche di biofeedback iniziarono ad apparire tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 del secolo scorso descrivendo l’utilizzo del biofeedback nell’ambito di lesioni del midollo spinale, paralisi cerebrali e danni ai nervi periferici, torcicolli spastici e distonie. L’area di gran lunga “maggiormente investigata” ha riguardato la riabilitazione post-ictus. Infatti è confermato che la riabilitazione neuromotoria con una terapia con biofeedback in pazienti con deficit motori, può rieducare il sistema del controllo motorio.

Il biofeedback (BFB) e il Neurofeedback (NF) sono delle tecniche di riabilitazione fisica e psicologica. Attraverso la registrazione, con l’elettroencefalogramma, delle onde elettriche del cervello, viene impostato un allenamento cerebrale con un meccanismo di feedback (informazione) e risposta (retroazione) e per mezzo di questo meccanismo fisiologico, avvengono delle modifiche nel funzionamento stesso del cervello e/o del corpo.

e m d r

L’EMDR é una tecnica di psicoterapia estremamente utile nell’elaborazione di ricordi traumatici emotivamente disturbanti e “spesso non presenti alla memoria consapevole”.

L’EMDR è pertanto efficace nella sindrome da stress post-traumatica.

La teoria sottostante all’EMDR ipotizza che alcuni traumi possano rimanere come “congelati” nel cervello. Poiché il PTSD (disturbo da stress post-traumatico) è considerato difficilmente risolvibile l’OMS ( ➝ leggasi qui) ; Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Difesa Americana e di numerosi altri paesi nel mondo, compreso quello Italiano, riconoscono questa tecnica (➝ linee guida) come metodo evidence-based nella sindrome da stress post traumatica e per il trattamento e l’elaborazione di grandi Traumi o di una “storia di vita traumatica” (➝ cosa é un Trauma secondo il DSM-IV Manuale diagnostico Statistico dei disturbi Mentali)

L’EMDR viene applicato nell’ambito di un percorso specialistico di psicoterapia da psicoterapeuti idonei ad usare questa tecnica. É necessario anche che il terapeuta selezioni, dopo la costruzione di una relazione e di una alleanza terapeutica col paziente, i soggetti che possono essere sottoposti a tale forma di trattamento.

I requisiti sono appunto il raggiungimento di una buona alleanza terapeutica, la conoscenza del modo di stare nella realtà del soggetto e la capacità del soggetto di risolvere i problemi in altri settori della vita. Requisiti questi alla base delle capacità di “fidarsi-affidarsi del paziente” per poter accedere a ricordi dimenticati o traumi ancora troppo virulenti (come certe forme di lutto o altre esperienze dolorose, violenze, gravi malattie, separazioni, abusi, incesti ecc).

Cognitiva

La psicoterapia cognitiva deve il suo nome al fatto che le tecniche di trattamento sono rivolte a riconoscere e modificare specifici errori e modalità di pensiero e conoscenza.

La premessa di base della Psicoterapia Cognitiva è infatti che il modo in cui le persone interpretano le loro esperienze determina come si sentono e come si comportano. Le psicoterapie cognitive possono essere descritte in modo chiaro e comprensibile, in quanto le tecniche sono frutto di una ricerca sperimentale. Proprio per questo vengono seguite con discreta facilità dal paziente e si prestano bene ad essere associate a farmaci, preferibilmente all’EMDR.

La relativa lentezza nel produrre risultati in certe patologie, può essere superata grazie al trattamento combinato. I vantaggi che la Psicoterapia può offrire rimangono comunque proporzionali al coinvolgimento e all’impegno del paziente nel parteciparvi.

Dissociazione strutturale

La dissociazione strutturale è un meccanismo innato e potente che fornisce all’essere vivente  la capacità di adattarsi alle difficoltà legate alla minaccia alla propria sopravvivenza, mettendo questa al primo posto davanti ad altri bisogni  primari come la fame, la sete, il sonno, il riposo  e il gioco (Van Der Hart, Nijenhuis, Steele, 2006; Schore, 2001);( Elvira Larosa 2021).

La capacità innata di avvertire la gravità di una minaccia alla propria sopravvivenza, si accompagna alla tendenza istintiva di mobilitare tutte le risposte difensive più sicure ed efficaci  per quella minaccia percepita.

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